Gestire un sito

Sito WordPress hackerato: cosa fare subito nel 2026

Le prime ore dopo un attacco al sito WordPress: prove, password, pulizia, Search Console e Garante. Poi i numeri Patchstack 2026 e come eviti che ricapiti.

4 novembre 20269 min lettura
Sito WordPress hackerato: cosa fare subito nel 2026

In sintesi

  • Se il tuo sito WordPress è stato hackerato, prima annoti che cosa vedi e fai una copia del sito così com'è, poi cambi tutte le password e chiudi le sessioni aperte, poi pulisci, e solo alla fine chiedi a Google di rivedere il sito (WordPress.org, FAQ My site was hacked).
  • Nel 2025 Patchstack ha contato 11.334 vulnerabilità nuove nell'ecosistema WordPress, il 42% in più del 2024: il 91% stava nei plugin, il 9% nei temi, e solo 6 nel core (Patchstack, febbraio 2026).
  • Il 46% di quelle vulnerabilità non aveva ancora una correzione dello sviluppatore quando è diventata pubblica, e le più sfruttate vengono attaccate in massa dopo 5 ore, in mediana ponderata (Patchstack, 2026).
  • Se l'attacco ha toccato dati personali, per esempio i contatti dei moduli, il titolare notifica la violazione al Garante entro 72 ore da quando ne viene a conoscenza, salvo che il rischio per le persone sia improbabile (Garante privacy).

Quando un sito WordPress è stato hackerato, nelle prime ore devi fare quattro cose in quest'ordine: documentare, chiudere gli accessi, pulire, avvisare Google ed eventualmente il Garante. Questa guida segue la procedura della documentazione ufficiale di WordPress e di Google Search Console, con i numeri dell'ultimo rapporto Patchstack, pubblicato il 25 febbraio 2026. In fondo trovi la parte che le altre guide saltano: perché succede quasi sempre da un plugin, e quando conviene restare su WordPress o cambiare piattaforma.

Come capire se il sito WordPress è stato hackerato

Un sito è compromesso quando qualcuno ha cambiato file, pagine o utenti senza il tuo permesso. La documentazione di WordPress chiama questi segnali «indicatori di compromissione» e ne elenca alcuni chiari:

  • Google, Bing o l'antivirus dei visitatori segnalano il sito come pericoloso.
  • Il tuo hosting ha sospeso il sito.
  • Trovi utenti amministratori che non hai creato tu.
  • Aprendo il sito vedi pagine, link o reindirizzamenti che non hai messo.

Google descrive gli attacchi più comuni nel report Problemi di sicurezza di Search Console: codice dannoso, contenuti spam inseriti nelle pagine, pagine nuove create dall'attaccante, reindirizzamenti nascosti nel file .htaccess. Se hai Search Console, aprilo per primo: ti dice quali URL Google ha trovato infetti.

Che cosa fare se il sito WordPress è stato hackerato?

Lavora per fasi e non cancellare niente prima di averne una copia. Se pulisci subito, perdi le tracce che servono a capire da dove sono entrati, e senza quella risposta l'attacco si ripete.

Quando Che cosa fai Perché
Subito Scrivi che cosa vedi, a che ora, e che cosa hai cambiato di recente (un plugin nuovo, un tema, un widget) È la base del rapporto sull'incidente, che serve a te, al tecnico e al Garante
Subito Fai una copia di file e database così come sono, anche se infetti Se la pulizia va male hai un punto da cui ripartire, e le prove restano
Prima ora Chiedi all'hosting se l'attacco tocca anche altri siti sul server Sugli hosting condivisi l'infezione può passare da un sito all'altro
Prima ora Cambi le password di bacheca WordPress, FTP o SFTP, pannello dell'hosting e database, per tutti gli utenti Una password rubata riapre la porta anche dopo la pulizia
Prima ora Generi nuove chiavi segrete in wp-config.php Così chiudi le sessioni ancora aperte, anche quella dell'attaccante
Prima ora Fai una scansione antivirus completa dei computer da cui accedi al sito Spesso le password vengono rubate dal computer di chi gestisce il sito
Giorno 1 Pulisci: reinstalli core, temi e plugin dalle fonti ufficiali, controlli .htaccess e database Vedi la sezione successiva
Giorno 1 Aggiorni WordPress, temi e plugin e cambi di nuovo tutte le password La prima volta potevano essere già intercettate
Dopo la pulizia Chiedi la revisione in Search Console Google toglie l'avviso solo dopo averti ricontrollato

La documentazione di WordPress dà un consiglio che sembra banale e conta molto: mantieni la calma. Un'ora spesa a documentare ti fa risparmiare giorni di pulizie ripetute.

Un gatto rosso seduto sul davanzale di una finestrella aperta, accanto al portone verde chiuso di una casa gialla al sole

Pulire il sito WordPress senza reinstallare il malware

Reinstalla dai file originali tutto quello che puoi, e controlla a mano solo quello che è tuo. WordPress consiglia di sostituire le cartelle /wp-admin e /wp-includes con quelle della stessa versione scaricata da WordPress.org. Se hai accesso a WP-CLI, il comando wp core verify-checksums confronta i file del core con quelli ufficiali e ti dice quali sono stati modificati.

La parte difficile è wp-content, dove vivono temi, plugin e caricamenti. Qui reinstalli temi e plugin dalle fonti ufficiali e controlli i file che gli attaccanti modificano più spesso: .htaccess, index.php, header.php, footer.php e functions.php del tema. Nel database cerca utenti amministratori sconosciuti e pagine o articoli che non hai scritto.

Il ripristino da backup funziona solo se sai che il backup è precedente all'attacco. Se ripristini una copia già infetta, rimetti online il problema. Dopo il ripristino, aggiorna comunque il plugin o il tema da cui sono entrati: il backup non chiude la porta.

Per la scansione WordPress.org indica scanner che girano sul sito, come Wordfence, Sucuri e Quttera, e scanner esterni come VirusTotal e Sitecheck. Usali insieme: ognuno vede cose diverse.

Search Console e Garante: chi avvisare dopo l'attacco

Google va avvisato sempre, il Garante solo se l'attacco ha toccato dati personali con un rischio per le persone.

In Search Console, dopo la pulizia, apri il report Problemi di sicurezza, confermi di aver risolto e chiedi un esame. Google scrive che l'esame richiede da alcuni giorni a qualche settimana. Chiedilo solo quando il sito è pulito davvero: se Google trova ancora il problema, rifiuta la richiesta e riparti da capo.

Per il Garante la regola è il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Il titolare del trattamento, cioè la tua azienda o il tuo cliente, notifica la violazione al Garante senza ingiustificato ritardo e, dove possibile, entro 72 ore da quando ne è venuto a conoscenza. Non serve notificare se è improbabile che la violazione crei un rischio per i diritti delle persone. Se invece il rischio è elevato, il titolare avvisa anche le persone coinvolte. Un sito con moduli di contatto, newsletter o area riservata conserva dati personali: in quel caso la valutazione va fatta subito, meglio con il proprio consulente privacy.

Se sei il web designer del cliente, ricordagli che il titolare è lui, e che le 72 ore corrono da quando lo sa.

Perché i siti WordPress vengono attaccati quasi sempre dai plugin

Il punto debole di WordPress sono i componenti aggiunti, molto più del core. Il rapporto Patchstack del 2026 conta 11.334 vulnerabilità nuove nel 2025. Il 91% stava nei plugin e il 9% nei temi; nel core ne sono state segnalate solo 6, tutte a bassa priorità.

Il problema è il tempo. Patchstack ha misurato che le vulnerabilità più sfruttate vengono attaccate dopo 5 ore, in mediana ponderata, e che il 46% delle vulnerabilità non aveva una correzione quando è stata resa pubblica. Lo stesso rapporto scrive che gli aggiornamenti regolari dei plugin restano una seconda linea di difesa, insufficiente da sola, perché gli attaccanti usano le falle nuove nel giro di ore. In un test su grandi hosting, le protezioni del server hanno bloccato solo il 26% degli attacchi alle vulnerabilità WordPress.

Un plugin di sicurezza aiuta, e un buon servizio di manutenzione anche. Nessuno dei due toglie la causa: ogni plugin installato è codice di un altro sviluppatore che deve essere aggiornato in tempo. Nel nostro articolo sulla manutenzione del sito web trovi chi fa che cosa e quanto costa.

Restare su WordPress o cambiare piattaforma dopo un attacco

Resta su WordPress se il sito dipende da un plugin che non trovi altrove; valuta di cambiare se il sito è una vetrina con pagine, moduli e blog. Dopo un attacco molti rifanno tutto sulla stessa base e aggiungono un plugin di sicurezza. È una scelta ragionevole quando WordPress serve davvero al progetto.

Che cosa controlli WordPress DeepCMS Pro
Chi aggiorna il software Tu o il tuo servizio di manutenzione, per core, tema e ogni plugin Deep Marketing aggiorna il motore comune a tutti i siti
Plugin di terze parti Uno per ogni funzione che il core non ha Nessuno: moduli, banner cookie, registro dei consensi e statistiche sono nella piattaforma
Codice PHP sul server Sì No
Costo mensile dello stack 181 € al mese fra hosting, manutenzione, banner, moduli e statistiche, nella nostra stima con fonti del 28/10/2026 Da 49 € al mese per sito, IVA esclusa
Quando resta la scelta giusta Il progetto dipende da un'estensione specifica Sito aziendale, vetrina, blog, sito multilingua

DeepCMS non promette che un sito non possa essere attaccato. Toglie le porte da cui passa la maggior parte degli attacchi a WordPress: i plugin da aggiornare e il PHP da mantenere. Le password restano tue, e vanno custodite come su qualsiasi piattaforma. Se vuoi capire che cosa cambia, leggi la pagina DeepCMS e WordPress, la scheda sulla tecnologia di DeepCMS e la guida per passare da WordPress a DeepCMS.

Domande frequenti

Posso ripulire il sito WordPress ripristinando un backup?

Sì, se il backup è precedente all'attacco. Prima del ripristino fai una copia dello stato infetto, poi ripristina, cambia tutte le password e aggiorna il plugin o il tema da cui sono entrati.

Quanto tempo ci mette Google a togliere l'avviso di sito pericoloso?

Dopo la richiesta di esame in Search Console, Google indica da alcuni giorni a qualche settimana. Chiedi l'esame solo a pulizia finita.

Devo avvisare il Garante se hanno hackerato il mio sito?

Sì, se l'attacco ha toccato dati personali e non è improbabile un rischio per le persone. La notifica va fatta dal titolare entro 72 ore da quando sa della violazione.

Un plugin di sicurezza basta a proteggere WordPress?

Aiuta a vedere e bloccare molti attacchi. Patchstack però ha misurato che le falle più sfruttate vengono attaccate in poche ore e che quasi la metà esce senza correzione, quindi servono anche pochi plugin, aggiornamenti rapidi e backup controllati.

Posso portare il mio sito WordPress su DeepCMS dopo un attacco?

Sì, dopo averlo pulito. L'esportazione di WordPress non ricrea il sito da sola: trasferisci i contenuti, ricostruisci le pagine e imposti i redirect, come spiega la guida per passare da WordPress a DeepCMS.

Fonti

PS: l'immagine di copertina e la figura nel testo sono generate con l'intelligenza artificiale.

Condividi